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Mentre la crisi economica continua a incidere negativamente sull’intero sistema produttivo italiano, Cna Piacenza invita gli associati ad allargare gli orizzonti verso i mercati esteri.

Questa nuova opportunità, nel segno dell’internazionalizzazione, è stata illustrata nei giorni scorsi nel corso di un incontro organizzato nella sede di Le Mose dall’associazione di categoria in collaborazione con il consorzio Ecipar e il Cepi, Consorzio esportatori piacentini, alla presenza di: Enrica Gambazza, direttore di Cna; Franco Savoia, presidente dell’Unione Cna Produzione; Natalia Tacchini, di Ecipar; Giuseppina Tagliafichi, di Cna Piacenza; Michele Buttò, del Cepi e Achille Sali, di Gemina Group. «Vogliamo far capire anche alle imprese artigiane – ha premesso Gambazza – che l’internazionalizzazione può rappresentare, viste le grande difficoltà dei mercati interni, una nuova strada da seguire per affrontare la crisi. Una scelta che può comportare un cambio di mentalità imprenditoriale, ma che attualmente offre importanti opportunità anche ad artigiani e piccoli e medi imprenditori». Oltreché sull’apporto di Cna, le aziende piacentine intenzionate a esplorare mercati esteri possono far riferimento al Cepi, realtà nata nel 1968 che attualmente conta centoventi aziende associate. «Il Cepi – ha precisato Michele Buttò – mette a disposizione una piattaforma completa di servizi sia per le realtà produttive che già operano con l’estero, sia per quelle che desiderano sondare i mercati oltre frontiera. Purtroppo ci sono aziende che, soprattutto per limiti dimensionali e strutturali, non sanno di avere un simile potenziale ed è per questo che occorre un cambio di mentalità. Non è la quantità che determina la capacità di un’azienda ad andare sui mercati esteri, ma – ha affermato Buttò - la specificità dei beni o dei servizi prodotti».

Franco Savoia, titolare di un’azienda meccanica artigiana, ha condiviso con gli intervenuti la sua testimonianza di piccolo imprenditore che «grazie a Cna e al Cepi, è riuscito a raggiungere nuovi mercati esteri, mai esplorati prima della grande crisi economica scoppiata nel 2008 e che continua a farsi sentire». Achille Sali si è invece soffermato sulla struttura di Gemina Group, partner di alcune aziende italiane che, anziché puntare sulla conquista di nuovi mercati esteri, hanno preferito scommettere, in questi ultimi anni, sulla “delocalizzazione”, aprendo nuovi siti produttivi in Romania e nell’Europa dell’Est. Intanto, per cercare di rispondere in modo puntuale alle esigenze delle aziende in questo periodo difficile, Cna Piacenza ha deciso di attivare un’indagine tra gli associati per meglio comprenderne la propensione verso i mercati stranieri.

Libertà 06/12/2012