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Cala la pressione fiscale sulle piccole imprese artigiane. Piacenza migliora ma resta quasi in fondo alla classifica. Si finisce di pagare le tasse il 7 agosto

La pressione fiscale complessiva a carico delle piccole e medie imprese artigiane ita-liane (Total tax rate) cala finalmente, anche se continua a rimanere eccessivamente alta. L’aliquota fiscale totale media sui profitti delle piccole imprese quest’anno scenderà, infatti, sotto il 60%: per la precisione al 59,7% contro il 61,2% del 2018, tornando quasi ai livelli del 2011, quando era al 59%. E’ il risultato dell’innalzamento al 50% della deducibilità Imu sugli immobili strumentali introdotta dalla Legge di Bilancio 2019, grazie soprattutto al lavoro svolto a livello parlamentare e governativo della CNA, che ne ha fatto un proprio cavallo di battaglia.

I dati vengono dal Rapporto 2019 dell’Osservatorio CNA sulla tassazione delle piccole imprese in Italia, che analizza il peso del fisco sul reddito delle piccole imprese in 141 comuni del nostro Paese, tra i quali tutti i capoluoghi di provincia. L’Osservatorio calcola il Total tax rate, cioè l’ammontare di tutte le imposte e di tutti i contributi sociali obbligatori che gravano sulle imprese espresso in percentuale sui redditi. Individua, inoltre, il Tax free day, cioè il giorno della liberazione dalle tasse.

La pressione fiscale media sulle piccole imprese nel 2019 scenderà al 59,7%, mentre il giorno della liberazione fiscale è il 5 agosto (l’anno scorso era l’11).

Piacenza, purtroppo, ha una tassazione superiore alla media nazionale, anche se in-feriore rispetto a quella dello scorso anno: con un Total tax rate del 60,2% (-1,6% sul 2018) e un Tax free day al 7 agosto (13 agosto nel 2018), la nostra provincia è infatti 84° in graduatoria (83° lo scorso anno) su 141 realtà territoriali considerate.

“Il dato relativo al 2019 - sottolineano il Direttore di CNA Piacenza, Enrica Gambazza, e il Presidente provinciale Giovanni Rivaroli - è sicuramente positivo, anche se l’ammontare complessivo delle imposte che gravano su chi fa impresa in Italia continua ad essere eccessivo, soprattutto rispetto a tanti altri Paesi dell’Unione Europea. L’abbassamento della pressione fiscale è dovuto principalmente all’innalzamento del-la deducibilità Imu sugli immobili produttivi e ci auguriamo che la deducibilità complessiva, prevista per il 2023, venga anticipata già al prossimo anno. Occorre un equi-librio tra le imposte nazionali e quelle previste a livello locale, ma occorre anche una riduzione del carico burocratico che grava sulle imprese dato che il costo che la burocrazia italiana scarica ogni anno sulle aziende artigiane, micro, piccole e medie, è di 22 miliardi di euro, cioè una media di di 5mila euro l’anno a impresa. CNA, comunque, continuerà a vigilare e a confrontarsi, sia a livello locale che in sede nazionale, per cercare di ridurre la pressione fiscale complessiva proponendo provvedimenti che vanno proprio in questa direzione”.

Andamento non lineare nelle province limitrofi a quella piacentina: Lodi è al 50° posto con un Total tax rate del 58,4%, Pavia al 59° (58,7%), Parma al 104° (61,2%) e Cre-mona al 131° (64,5%). In regione sta meglio di tutte Reggio Emilia: 21° posto e TTR al 56,8%.

Ufficio Stampa CNA Piacenza

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